Progetti istituzionali
Supervisione per l’equipe della comunità residenziale educativa “Aquilone” di AEPER-Bergamo.
- Comunità residenziale "Aquilone"
- Bergamo (BG)
La supervisione annuale nasce dall’esigenza dell’equipe di essere accompagnata alla trasformazione e stabilizzazione delle competenze educative in linea con le trasformazioni dell’utenza a cui è rivolta. L’accompagnamento esperienziale è focalizzato sui vissuti degli educatori ed è finalizzato ad implementare le funzioni di reciprocità e supporto degli operatori tra loro. È prevista inoltra una revisione condivisa delle pratiche al fine di promuovere un’azione educativa più consapevolmente congiunta attraverso la risignificazione entro l’equipe educativa dei presupposti, degli obiettivi e delle principali azioni/comportamenti educativi promossi in Comunità.
Supervisione per l’equipe del centro diurno neuropsichiatrico per adolescenti “Kaleido” di AEPER-Bergamo.
- Centro neuropsichiatrico "Kaleido"
- Bergamo (BG)
La supervisione annuale si prefigge l’obiettivo di approfondire e condividere aspetti che costituiscono la pratica professionale e il metodo di lavoro assunto dagli operatori dell’equipe. In particolare è attivata una revisione delle prassi operative con un particolare focus sulla verifica del percorso individuale dell’utente. Finalità dell’intervento è inoltre la revisione e la consapevolezza delle differenze di ruoli e funzioni tra i vari professionisti dell’equipe individuando prassi funzionali agli obiettivi e alla mission del Servizio. Ulteriore obiettivo di lavoro è la cura e manutenzione delle diverse identità e specificità professionali dell’equipe e dello scambio dialogico fra operatori, attraverso il confronto e il supporto della pluralità delle competenze dell’equipe.
Consulenza per la progettazione e lo sviluppo dei Centri per la Famiglia, Cooperativa Area, Villanuova sul Clisi (BS).
- Cooperativa Area
- Villanuova sul Clisi (BS)
L’intervento di consulenza e monitoraggio si propone come uno spazio di riflessione e di apprendimento condiviso con il gruppo degli operatori delle équipes impegnate nella progettazione e nella realizzazione delle attività dei Centri per la Famiglia. L’obiettivo primario è orientato a facilitare e sostenere il confronto tra gli operatori delle rispettive comprensioni e analisi dei bisogni dell’utenza e delle conseguenti strategie messe in atto, allo scopo di sostenere la ricerca e l’individuazione di tecniche e di procedure di intervento innovative o, comunque, più approfonditamente condivise, per incrementare l’efficacia e l’efficienza dell’intervento realizzato.
Progetto Sperimentale di Ricerca-Intervento “Ascolto Giudiziario del Minore”, in collaborazione con il Tribunale Ordinario di Brescia.
- Tribunale Ordinario di Brescia
- Brescia (BS)
Il progetto nasce su richiesta ed in collaborazione con la Terza Sezione Civile del Tribunale Ordinario di Brescia, allo scopo di sperimentare e modellizzare una innovativa prassi di “Ascolto Giudiziario del Minore”, riguardante soggetti minorenni coinvolti in procedimenti giudiziari, tenendo conto delle innovazioni che derivano dalla legge 206/2021 Riforma Cartabia). L’intervento è realizzato da un’équipe mista, composta da Giudici/Operatori Giudiziari e da ricercatori e psicoterapeuti del Servizio di Psicologia Clinica e Forense. A questi ultimi, in particolare, compete la responsabilità di garantire il carattere scientifico del lavoro di ricerca ed il compito di intervenire in qualità di “Ausiliario del Giudice” all’interno dei procedimenti che verranno di volta in volta individuati dal Giudice, mettendo a disposizione il know-how elaborato in questi anni e le conoscenze e le competenze proprie della loro professionalità psicologico-clinica.
Supervisione per l’équipe dell’Area Migranti della Cooperativa Servizi per l’Accoglienza.
- Area migranti della Coop. Servizi
- Cremona (CR)
Progetto Sperimentale di Ricerca-Intervento “Messa alla Prova in Università”, in collaborazione con il Ministero di Grazia e Giustizia, Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.
- USSM c/o Tribunale per i Minorenni di Brescia
- Brescia (BS)
“Messa alla prova in Università” è un progetto innovativo, unico in Italia, ideato dal Servizio di Psicologia Clinica e Forense in collaborazione con l’USSM del Tribunale per i Minorenni di Brescia, con la partecipazione della Direzione Generale per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero di Grazia e Giustizia. L’ottica è quella di una ricerca-intervento e di sperimentazione sociale nell’ambito Penale minorile e della Giustizia riparativa, integrando aspetti di carattere scientifico-culturale con azioni di intervento socio-educativo e di promozione e diffusione di sensibilità culturale, civica e sociale. Ciò costituisce non solo un aspetto del tutto nuovo e mai sperimentato a livello nazionale, ma rappresenta un elemento di valore specifico, sia per quanto riguarda la possibilità di validare scientificamente il modello di intervento, sia perché promuove l’attivazione trasversale di aspetti sociali e culturali e facilita poi la disseminazione e la generalizzazione dei risultati ottenuti. Per ogni minore verrà realizzato un Piano educativo individualizzato (Pei) che potrà prevedere azioni socialmente utili per l’apprendimento e lo sviluppo di competenze e abilità: attività segretariale di supporto all’attività di ricerca (trascrizione di interviste, inserimento dati, correzione bozze, ricerche bibliografiche) e di affiancamento logistico nella realizzazione di eventi scientifici e culturali. Tali attività oltre che rappresentare l’occasione di sviluppare e valutare la capacità di portare a termine un impegno, costituiranno anche un’occasione per apprendere conoscenze e competenze relative all’utilizzo di strumenti e tecniche informatici e di mettere in atto procedure comunicative pubbliche e istituzionali all’interno di gruppi di lavoro professionali. Il fatto di inserire adolescenti autori di reato in un contesto universitario, cioè in un contesto sociale e relazionale non squalificante, almeno sotto il profilo della percezione sociale e istituzionale, favorirebbe la “valorizzazione psicosociale del sé” e la possibilità di vivere il percorso in termini non punitivi, ma autenticamente riparativi e riabilitativi.
Progetto di Ricerca-Formazione “Valutazione ed Accompagnamento dell’intervento con Minori Autori di Reato.
- Uff. Servizio Sociale c/o Tribunale Minorenni di Brescia
- Brescia (BS)
L’intervento si svilupperà attraverso due attività distinte (di ricerca e di formazione), ma integrate e convergenti nella finalità generale, cioè nel promuovere uno sviluppo ed un incremento delle conoscenze e delle competenze proprie della funzione attribuita ai professionisti che intervengono nel processo di presa in carico e di accompagnamento dei minori autori di reato all’interno del procedimento penale.
La ricerca, effettuata su dati di archivio relativi ad un campione di procedimenti conclusi, offrirà una descrizione analitica delle caratteristiche cliniche e sociali della popolazione presa in carico dal servizio, della sua evoluzione storico-sociale e della variabilità dei trattamenti realizzati. Ciò costituirà, oltre che un elemento conoscitivo utilizzabile all’interno del percorso formativo, un materiale utile per la riflessione ed il confronto all’interno del gruppo degli operatori ed un’occasione per sviluppare e consolidare una cultura operativa condivisa all’interno del servizio, sollecitando in ciascun operatore la riflessione circa la relazione (inevitabilmente dialettica e differenziata) tra la propria posizione personale/professionale e l’identità e l’appartenenza istituzionale al servizio ed al gruppo di lavoro.
La metodologia proposta fa riferimento ad un approccio “Clinico-Istituzionale ad orientamento Psicosociologico”. In termini operativi il lavoro di formazione si svilupperà attraverso discussioni di gruppo, focalizzate sull’esame di situazioni operative presentate dagli operatori e facenti riferimento – in primo luogo – alla processualità dell’intervento realizzato, sia per quanto riguarda gli aspetti di comprensione delle situazioni incontrate, sia per quanto riguarda gli aspetti relativi alla realizzazione ed alla valutazione dell’intervento realizzato.
Che ansia…questa ansia!
- Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli
- Brescia (BS)
L’ansia è un’emozione caratterizzata da una serie di reazioni che si manifestano in seguito alla percezione di uno stimolo ritenuto minaccioso e che non riteniamo affrontabile. È una reazione normale e innata, caratterizzata da un aumento della vigilanza e dell’attenzione che ha l’obiettivo di prepararci ad affrontare il pericolo percepito. Negli adolescenti generalmente l’ansia si manifesta principalmente attraverso preoccupazioni relative agli impegni scolastici o alle prestazioni in generale, come gli impegni sportivi o gli impegni sociali. In questi casi si vive continuamente in una sensazione di tensione, inadeguatezza e preoccupazione di non riuscire a portare a compimento le attività quotidiane. È quindi fondamentale capire quando l’ansia può interferire con il funzionamento sociale, familiare e scolastico.
A questo proposito gli obiettivi del percorso sono:
- comprendere e riconoscere le caratteristiche delle proprie forme di ansia
- migliorare le strategie per affrontare i momenti di ansia
- sperimentare situazioni potenzialmente elicitanti risposte d’ansia attraverso attività di gruppo
- insegnare e imparare in gruppo nuovi e più funzionali modi per affrontare i momenti d’ansia
Il percorso prevede 13 incontri di gruppo formato da max 12 adolescenti che si svolgeranno tra febbraio e inizio giugno. Gli incontri si svolgeranno presso il Servizio di Psicologia clinica e forense dell’Università Cattolica Sacro Cuore, in via Garzetta 48, Brescia
Per segnalazioni d’interesse e colloqui conoscitivi inviare una email all’indirizzo servizioclinico.forense@unicatt.it, oppure compilare il form contatti disponibile su https://serviziopsicologiaclinicaforense.it/contatti/
Progetto Sperimentale di Ricerca-Intervento “Messa alla Prova in Università” – Seconda Edizione”
- USSM c/o Tribunale per i Minorenni di Brescia
- Brescia (BS)
Il proseguimento della sperimentazione del Progetto Sperimentale di “Messa alla Prova in Università” (MaP) per minori autori di reato, si sviluppa in continuità con quanto realizzato nella prima annualità, grazie alla volontà di tutti i soggetti partner (Istituto di Mediazione Familiare e Sociale, Cooperativa Area e Fondazione Comunità e Scuola) ed in particolare al positivo riscontro ed al supporto (anche finanziario) espresso dalla Direzione Generale per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero di Grazia e Giustizia.
Le caratteristiche generali (gli obiettivi e l’impostazione teorico-metodologica) e l’impianto organizzativo generale delineati nel primo anno di sperimentazione sono risultati sufficientemente funzionali ed efficaci e vengono perciò confermati. La programmazione operativa sarà invece oggetto di un adeguamento, a partire dai risultati ottenuti nel primo anno e tenendo conto delle potenzialità di sviluppo emerse.
Le direttrici generali di cui tener conto nell’adeguamento della programmazione sono tre:
- Accentuare la funzione di “integrazione processuale” dell’intervento
- Intensificare la “valenza formativa” delle attività proposte
- Ampliare l’estensione e l’intensità della “dimensione comunitaria” dell’intervento
Il primo aspetto rimanda alla necessità di un più intensivo coordinamento tra l’azione realizzata dai diversi soggetti partner, in modo che ciascun soggetto possa esplicitare al massimo il potenziale derivante dal proprio specifico know-how, facilitando, anzitutto nei ragazzi ammessi al progetto, una più agevole percezione della continuità delle attività proposte e, conseguentemente, un più incisivo e determinato coinvolgimento nelle attività stesse. A questo proposito appare importante rafforzare il ruolo delle operatrici dell’USSM (cioè le prime e più significative referenti del percorso giudiziario dei ragazzi) in tre direzioni: nella selezione e nel coinvolgimento dei partecipanti, nel monitoraggio ed accompagnamento del loro percorso individualizzato e nella facilitazione ed integrazione tra i diversi soggetti e le diverse azioni messe in atto.
Il secondo aspetto potrà essere sviluppato attraverso una più precisa programmazione – individualizzata e gruppale – delle attività che potranno essere proposte ai partecipanti all’interno del contesto universitario, attivando le risorse del corpo docente, ma anche il potenziale formativo e socializzante derivante dal coinvolgimento di alcuni studenti, adeguatamente formati e supervisionati, secondo una logica di Peer Education e all’interno dei programmi di Service Learning proposti dalla Facoltà. In quest’ottica potrebbe essere utile differenziare in modo più chiaro le specifiche finalità e caratteristiche delle attività proposte, cioè quelle di carattere prevalentemente psico-educativo e quelle focalizzate sull’elaborazione delle implicazioni dell’esperienza di reato e di carattere riparativo.
Per quanto riguarda infine il terzo aspetto sarà promosso il coinvolgimento delle realtà territoriali in termini attivi ed operativi, sia individuando alcune realtà sociali e di volontariato che potrebbero accogliere i partecipanti per la realizzazione di attività riparative, sia realizzando alcuni momenti comunitari di sensibilizzazione al paradigma della Giustizia Riparativa.